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martedì 12 aprile 2011

Lo psicogatto e la lettiera chiusa

Sono le cinque del pomeriggio, lo psicogatto mi fulmina con lo sguardo. Ha certamente in mente qualcosa...
Dopo essersi assicurato di aver catturato l'attenzione, lo psicogatto finge di essere morto buttandosi pancia all'aria e improvvisando uno sguardo vitreo (che gli viene benissimo). Perché fai così?? Mica sei un pesce!... Un attimo, forse ho capito... Lo psicogatto ha la zampetta sulla pancia... vuoi vedere che...
Ecco, lo sapevo... sposta la zampa e fa la puzzetta. Fingeva di essere morto per non essere accusato di aver smerdacciato l'aria! Sono stati sicuramente i croccantini al taleggio, non te li compro più... dannato gattaccio, non si respira!!
E' inutile che fai vento con la zampa, la puzza si sente e non va via! Rassegnati psicogatto... Ma... NO ASPETTA!!!!


Almeno non farne un'altra! Deve trattarsi di un mal di pancia piuttosto forte, dalla faccia che ha sembra messo male.... e adesso dove vai psicogatto??? La lettiera è dall'altra parte!!
Va sul balcone e si appoggia depresso sui resti delle due vecchie lettiere, rovesciate e pronte per la discarica. Niente sabbietta agglomerante profumata. "Psicogatto nel patio c'è la nuova lettiera chiusa grande quanto un dirigibile!" gli dico, ma lo psicogatto è una creatura abitudinaria, refrattaria ai cambiamenti.
Si ridesta dalla catalessi. Ha sentito un rumore...


Sprezzante del mal di pancia, lo psicogatto si allontana dalle lettiere inutilizzabili e si dirige verso la fonte del rumore, alcune strane creature a forma di cozze coi capelli biondi. Lo psicogatto non sa che le vede soltanto lui e cerca di creare un contatto visivo amichevole con le creature ignote.




Le cozze gli hanno dato un ordine preciso: "Lasciati alle spalle le vecchie lettiere, senza voltarti. Usa rapidamente la lettiera chiusa e soprattutto smettila di fare le puzze, dieci minuti fa eravamo more!". E lo psicogatto, con aria spiritata e posseduta (dal mal di pancia), s'incammina rapito verso il suo nuovo destino, fatto di lettiere chiuse....


Martina cerca invano di bofonchiare allo psicogatto qualche dritta su come si apre la porta della lettiera chiusa, ma la lingua come al solito le si inceppa tra i denti mentre lui si allontana a chiappe strette...
... e non le resta che salutare il fratello psicogatto augurandogli buona fortuna, che in gattese si fa col piede a quadrifoglio!

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